La parola e l’immagine.

Da un paio di mesi ho iniziato a interessarmi al mondo della sceneggiatura; non perché voglia rinnegare il mio primo interesse che resterà sempre la scrittura narrativa, tuttavia ritengo che la società odierna con i suoi ritmi caotici, dedichi più attenzione all’immediatezza di un concetto o di una storia comunicata con una sequenza di immagini e suoni che con un libro ( e non credo di aver scoperto l’uovo di Colombo).
E’, solo in seguito, quando si è riusciti a catturare l’attenzione sull’argomento,  che tutti sembrano più disposti a investire  tempo in un libro che esponga in modo più completo il messaggio trasmesso da un film.
In molti non saranno d’accordo e in parte posso comprendere le loro posizioni: leggere una storia è di certo molto differente che vederla rappresentata sul grande schermo.
A volte però un film riesce a coinvolgerti più che lo stesso libro, a me è accaduto diverse volte.
Mi chiedo allora:  cosa dovrebbe fare  uno scrittore (tale mi piacerebbe diventare da grande) se fosse così convinto della sua storia, (vera e con un  messaggio potente e attuale)  e volesse arrivare  al grande pubblico? 

Si dice spesso: il mondo cambia, va avanti,  e chi si ferma è perduto.
Immagini, suoni, parole. Un nuovo modo di scrivere.
Per un semplice scrittore apprendista (odio la parola esordiente, non rende al meglio lo sforzo di imparare che fanno tutti coloro che sono alle prime armi, come me), suppongo che sia  impossibile da realizzare, soprattutto se si è soli a sognare e… lavorare.
Per fortuna siamo nella società delle reti e abbiamo il web (e quindi ci è permesso continuare a sognare).
Il mondo cambia, le esigenze mutano, i mezzi e le opportunità che ci vengono offerti si moltiplicano.
Diceva la mia eroina: Se c’è una cosa da fare, va fatta. Mi chiedo però: la si vuole veramente fare? 
E poi immancabilmente si rispondeva: Certo che voglio farla! Allora… avanti così.
Per concludere,  e avallare,  quello detto in precedenza circa l’esigenza di affiancare alle parole anche immagini e suoni che diano immediatezza al messaggio trasmesso (esigenza che a quanto pare ha raggiunto anche il mondo della sceneggiatura e dei pitch), vi segnalo questo articolo della Writers Guild Italia: L’evoluzione del Pitch.